Ucronia
L'esistenza esiste? Si e no.

Dopo anni, Tiziano Sclavi scrive una nuova storia di Dylan Dog. La cosa è ancora più notevole considerando che ai disegni c'è una guest star come Franco Saudelli.
L'esistenza esiste? Si e no.

Dopo anni, Tiziano Sclavi scrive una nuova storia di Dylan Dog. La cosa è ancora più notevole considerando che ai disegni c'è una guest star come Franco Saudelli.
Ritorna Kia Asamiya e lo fa con il suo manga piu' recente! Un fumetto ancora in corso di pubblicazione in patria, dove e' arrivato al terzo volume, e che ci porterà in un modo simile al nostro dove esistono le JUNK, tute da combattimento capaci di rendere gli uomini che le indossano delle vere e proprie macchine da distruzione. I protagonisti dovranno decidere se usarle per fare del bene o del male, ma non tutto sara' cosi' semplice e ogni scelta avra' un prezzo da pagare!
Cosi' recita la pubblicita' dell' ultimo numero della collana Manga2000 della Panini Comics. La divisione Planet Manga in questa collana sta proponendo, da oltre cinque anni ormai, le migliori proposte in campo di fumetto fantascientifico a livello internazionale (a mio avviso). Il fatto che siano tutte giapponesi da un lato non mi sorprende e dall' altro mi deprime {ma questo e' un discorso esterno al topic odierno e lo metto nella lunga lista di cose da approfondire prima o poi}.
Dopo lo splendido e realistico PlanetES, tra un violento Red Eyes and un maturo e disilluso Eden (con visioni distopiche e violente del futuro) vengono alternate serie piu' leggere, quali Gantz e - da questo mese - JUNK (spazzatura) del maestro mangaka Kia Asamiya, da molti definito il piu' americano degli autori di fumetti giapponesi.
Vuoi per una smodata passione per i colorati supereroi americani (che in tempi recenti ha pure avuto modo di disegnare in via ufficiale su X-Men e Batman per citare i piu' importanti), vuoi per le tematiche spesso affini, vuoi per una stilizzazione dei personaggi e degli oggetti molto vicina alla maniera europea questa nomea gli si e' attaccata addosso e negli ultimi tempi permea il suo lavoro.
Questo suo Junk, infatti, e' una bella e realistica dissertazione sul tema "da grandi poteri derivano grandi responsabilita' " di marvelliana memoria (e' il tormentone morale dell' Uomo Ragno, se la fuori ci fosse qualcuno che non avesse neanche visto i due film).
Come detto nell' incipit infatti il protagonista della serie e' una persona qualsiasi, che di punto in bianco si ritrova a dover gestire una tecnologia che gli da tanto potere. Ci troviamo quindi a viaggiare con il protagonista alla scoperta di questa suo nuovo potere, dei suoi modi d'uso, e di come il suo utilizzo si rifletta nel proprio modo di comportarsi e relazionare con il mondo esterno.
Attenzione: segue spoiler !!!

Il nostro protagonista, infatti, e' un ragazzetto abbastanza complessato, come solo i protagonisti dei manga/immaginario giapponese possono essere. Una "vittima" di tante prepotenze, a la Peter Parker con una dose maggiore di realismo e cinismo. Ed ad un certo punto gli arriva questa tuta, questa corazza di Iron Man che gli permette di rivalersi su tutti e per tutto cio' che ha subito (per davvero e da un punto di vista psicologico).
Ma, come sempre accade quando il singolo antepone se stesso sugli altri, si innesta una spirale di violenza e da vittime si diventa carnefici.
Abbiamo un cattivo, o lo spazio per la redenzione e' possibile ?
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Manga 2000 #65: Junk, vol.1
euro 4,00
Planet Manga
Colgo l’ occasione del precedente post fumettistico per far presente a chi ancora non lo sapesse che, con il termine dell’ iniziativa editoriale dedicata a Corto Maltese, l’ Espresso continua la sua cavalcata fumettistica con niente-di-poco-meno-che ANDREA PAZIENZA.
Il calendario delle uscite e’ il seguente:
Primo volume: Zanardi (1979-1988)
-Giallo scolastico
-Pacco
-Verde matematico
-Notte di carnevale
-Cuore di mamma
-Cenerentola 1987
-La logica del fast-food
-Zanardi medievale
Secondo volume: Tormenta (1979-1985)
-Scommessa
-Armi
-L’appuntamento
-Sogno
-Alamm Echt Temmùrt
-Detective Mama
-William Blake
-Tràs, il rifiuto di San Giorgio a Cremano (NA)
-Finzioni
-Il segno di una resa invincibile
-Piccola guida ragionata al (o del?) west
-Una estate
-Il perchè delle anatre
Terzo volume: Pertini e altre satire (1979-1985)
-Pertini
-Satire
Quarto volume: Pompeo (1984-1986)
-Gli ultimi giorni di Pompeo
-Lo specchio dei tempi
Mentre per quanto riguarda formato e prezzo dovremmo rimanere sui livelli dell’ edizione di Corto Maltese, quindi 10,90€ a volumetto. Poco male per XarFace, cui ho recentemente regalato il cd-rom uscito eoni fa con l’Unita’ (credo) che ne raccoglieva l’ opera omnia. Ricordo ai profani che l’ Arte di Pazienza non e’ per i deboli di occhio, vista la complessita’, la ricchezza e l’immaginazione sfrenata del suo autore.
Sono un po' colpevole dello stato di abbandono del blog.
Spero di redimermi segnalando in (colpevole) ritatdo la nuova iniziativa editoriale dei tipi di Repubblica che reduci dalla ormai triennale maratone de "I Classici del Fumetto" ci riprovano con le strisce.

Da sei settimane (sigh) e' in edicola la nuova collana: 'L'enciclopedia delle strisce', in cui all' interno di 10 volumetti vengono presentati dieci temi affrontati di volta in volta da una creme di personaggi quanto piu' possibile in tema con l'argomento trattato.
La scelta e' stata effettuata tra 'Calvin & Hobbes', 'Peanuts', 'Mafalda', 'Boondocks', 'Spirù', 'Opus', 'Hagar', 'Hi & Lois', 'Baby blues' e lo storico 'Bibì e Bibò', 'Andy Capp', 'Arcibaldo e Petronilla', 'Beetle Bailey', 'Blondie', 'Bristow', 'Dilbert', 'Doonesbury', 'Garfield', 'Momma', 'Pogo', gli italiani 'Cattivik', 'Lupo Alberto', 'Nilus', 'Sturmtruppen', 'L'ultima burba' e tanti altri ancora.
I volumi usciti sono stati:
PRIMA USCITA - BAMBINI
In edicola dal 3 febbraio 2006
SECONDA USCITA - AMORE
In edicola dal 10 febbraio 2006
TERZA USCITA - LAVORO
In edicola dal 17 febbraio 2006
QUARTA USCITA - ANIMALI
In edicola dal 24 febbraio 2006
QUINTA USCITA - DONNE
In edicola dal 3 marzo 2006
SESTA USCITA - POLITICA
In edicola dal 10 marzo 2006
Le prossime uscite sono invece:
SETTIMA USCITA - STORIA
In edicola dal 17 marzo 2006
OTTAVA USCITA - SCUOLA
In edicola dal 24 marzo 2006
NONA USCITA - GUERRA
In edicola dal 31 marzo 2006
DECIMA USCITA - SPORT
In edicola dal 7 aprile 2006
L'opera è composta da volumi cartonati di ben 350 pagine , venduti al prezzo di 7,90 euro più il costo del quotidiano.
L' home page del progetto, invece, e' http://www.repubblica.it/marketing/2006/fumetti/index.html
"Sandman racchiude in se' la semplicità delle favole e la nascosta rivoluzionarieta' della migliore narrativa moderna."
-Stephen King
Prima di diventare uno scrittore di bestseller, apprezzato sia dal pubblico che dalla critica di ogni Paese, Neil Gaiman aveva rivoluzionato il Fumetto americano con Sandman. Distintasi come la piu' acclamata e premiata serie mensile di tutti i tempi, Sandman e' un ottimo esempio di Fantasy moderno, in cui storia e leggende, miti del passato e moderni, passione per la letteratura e innovazione si miscelano perfettamente. I dieci volumi in cui e' stata raccolta l' intera serie sono quanto di meglio si possa leggere sia tra i fumetti che la narrativa di genere.

Con le parole sopra citate la Magic Press prensenta, con giustificato orgoglio, questo undicesimo volume di Sandman, il piu' recente ritorno alla creatura che l'ha reso famoso di Neil Gaiman.
[aggiornamenti in giornata, ho problemi con la connessione ....
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Titolo: Sandman (v.11) Notti Eterne
Collana: Sandman - Fumetti - USA (Vertigo)
Autore: Neil Gaiman, Glenn Fabry, Milo Manara, Miguelanxo Prado, Barron Storey, Bill Sienkiewicz, Frank Quitley
Formato: 21x28.5 cm, pag. 160, Cartonato a col.
ISSN-ISBN: 88-7759-004-1
prezzo: 20.00 euro (IVA compresa)
technorati tags: Sandman, Neil Gaiman
Con questa email sono venuto a conoscenza della nuova iniziativa editoriale volta a far conoscere, ancora di piu', le opere del Maestro veneziano al grande pubblico.
Per il prezzo di parla di un tetto massimo di 12,90€ caratteristico di altre uscite del quotidiano, che a quanto mi e' dato sapere costituisce comunque un ottimo prezzo, e sicuramente seguiro' l' iniziativa.
Piuttosto mi lascia perplesso il fatto di partire con la stessa identica storia presentata ormai piu' i due anni fa per inaugurare la collana de "I classici del fumetto di Repubblica" a cura di Panini Comics ... ma capisco come la mossa fosse inevitabile da un certo punto di vista. :-/
Un nome che dice poco, quello di Louis Wain.
Una vita intera a disegnare gatti, conclusa in manicomio.
Dettagli biografici (in inglese) qui.
La felicità è spulciare i commenti, eliminare decine di spam e trovare la firma di Romano Garofalo.
Romano Garofalo è stato qui.
Romano Garofalo mi ha promesso, se le trova, di pubblicare delle tavole di Alem.
Il bambino che leggeva faticosamente le meravigliose avventure di Alem su carta grigia, imparando a decifrare la sintassi di disegni e di nuvolette, non riesce a trovare parole non banali per esprimere la sua gioia.
Su Psicoattivo.net alcune tavole dei Freak Brothers, i personaggi più noti di Gilbert Shelton.
Da qualche parte dovrei avere un albo di grande formato (se non ricordo male pubblicato dalla compianta casa editrice Arcana) che raccoglie tutte (credo) le tavole dei simpatici sciroccati.
Direttamente ispirati alle tavole di Robert Crumb (che i più giovani hanno potuto apprezzare nel volume pubblicato di recente con Repubblica), i Freak Brothers vivono, nel magmatico universo della cultura hippy americana, improbabili e stralunate avventure, spesso senza capo nè coda.
E ben difficile è cercare di identificare una cifra stilistica: le tavole sono disegnate alla "come viene" e le vicende evolvono alla "come capita".
Un classico della produzione underground americana di quegli anni, in grado di fare la sua bella figura ancora oggi (pur con molti limiti).
Ritrovo sugli scaffali un bel libro cartonato che ha raggiunto ormai da un pezzo la maggior età: "L'uomo del sud", testi e disegni di Alarico Gattia, pubblicato nella magnifica serie "Un uomo un'avventura" della Cepim (alias Bonelli Editore) nel lontano 1976.
Trenta anni, e dimostra solo qualche rughetta.
Alarico Gattia: genovese trapiantato a Milano, è essenzialmente un illustratore più che un fumettaro.
Le tavole di Gattia, pur estremamente gradevoli, risentono di una certa staticità. L'autore, tuttavia, ha recepito la grande lezione di stile di Sergio Toppi (di cui mi riservo di tessere le lodi appena ne avrò tempo).
Questa staticità viene accentuata, in questo volume, dal fatto che molte vignette sono ridisegnate su foto originali d'epoca (briganti in posa, ritratti di personaggi storici, eccetera).
La storia
In Lucania (da poco rinominata Basilicata), negli anni immediatamente successivi alll'unità d'Italia, si sviluppa un moto spontaneo di sommossa contadina, i cui protagonisti (detti sbrigativamente briganti) sono principalmente braccianti, "cafoni", soldati ex borbonici sbandati, ex garibaldini delusi, renitenti alla leva obbligatoria appena introdotta dalle leggi unitarie.
Nel giro di pochi mesi le bande sparse riescono ad aggregarsi intorno alla figura di Carmine Donatelli Crocco (ex soldato borbonico, con qualche conoscenza di strategie e tecniche militari, seppure analfabeta) e ai suoi ordini tengono in scacco l'esercito unitario per anni, "liberando" cittadine e interi distretti dall'"oppressore piemontese".
Ed è a questo punto che interviene la figura di Borjes (che è poi il protagonista del fumetto di Gattia): i Borboni pensano di approfittare delle insurrezioni, volgerle a una posizione politica filoborbonica, assumerne il comando e utilizzarle per riconquistare il regno appena perduto.
Don Juan Borjes è un nobile spagnolo inviato a prendere contatti coi capibriganti con questa specifica missione. Si renderà rapidamente conto che le cose stanno in maniera affatto differente: i briganti combattono per le terre, contro la leva obbligatoria, contro l'abolizione dei diritti medievali (legnatico, castagnatico, pascolatico e compagnia cantando). Combattono perfino per un embrione di pensiero socialista maldigerito ma non per la causa borbonica.
E combattono una guerra "sporca", di guerriglia, mai in campo aperto; una guerra feroce e spietata, fatta di torture, decapitazioni dei prigionieri, di saccheggi delle case "dei ricchi", stupri delle "madamine", in una esaltazione quasi orgiastica di potere e rivolta, sostenuta a spalleggiata dalla popolazione stessa: i briganti, dopo tutto, sono i figli, i fratelli, i mariti, i fidanzati: nelle bande, tra l'altro, troveranno posto numerose donne (e non nel ruolo di vivandiere o di puttane ma in quello paritario di gente di moschetto e di di coltello).
Borjes, incapace di accettare una guerra così (abituato com'è alla retorica militarista fatta di onori, di gloria, di rispetto e di convenzioni "nobili") sarà scaricato dai briganti quasi immediatamente e successivamente arrestato e fucilato.
Il governo italiano risponderà alla rivolta con lo stato d'assedio e nel 1863 verranno introdotti i tribunali di guerra: la Lucania, la Capitanata, una parte della Calabria e della Campania vengono messi a ferro e fuoco (dai briganti e dall'esercito): esecuzioni sommarie di massa, massacri di interi paesi, deportazioni.
Impossibile avere un conto nemmeno approssimativo dei morti di questa guerra: un giornale del 1863 calcola (probabilmente per grande difetto) in 18.000 i fucilati e 14.000 gli incarcerati nel corso di 12 mesi. Sono numeri che sovrastano (probabilmente) il conto dei morti dell'intero processo risorgimentale di unificazione. Eppure, incredibilmente, sono morti completamente rimossi dalla storia patria.
Morti senza bandiere, senza frasi memorabili nè momenti eroici, di una rivolta grezza, incapace di elaborare un progetto politico credibile che ne potesse nobilitare le gesta, assimilati (forse non del tutto a torto) ai rivoltosi di Bronte e ai tagliagole da strada (sicuramente a torto), di cui si è perso traccia nella memoria colletiva.
Il fumetto di Gattia rievoca, con buona cura del dettaglio storico (nelle vignette, ripeto, si riconoscono molte fotografie originali dell'epoca, che testimoniano un'accurata opera di documentazione) la fallimentare impresa di Borjes, mantenendo un buon equilibrio di giudizio (forse appena spostato verso la visione "nobile" dello spagnolo) e proponendo il "milieu" come una sorta di Far West nostrano con i briganti nella parte degli indiani.
Un fumetto irrisolto: pur con una storia abbastanza robusta, si rivela troppo simile alla "Storia d'Italia a fumetti" di Enzo Biagi (un'opera che, pur con molti pregi, molti fanno fatica a considerare "fumetto").
Un'occasione, tuttavia, per ricordare una tragedia che, nei tratti salienti, pare riproporsi ancora oggi, nelle tentazioni di militarizzare la Calabria "ndranghetosa" o nei giudizi con cui si liquida la ferocia e la "sporchezza" della "resistenza" irachena.

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