10 Feb, 2006
Il primo messaggio sul piacere (e non pensate subito male)
Non so a che punto della nostra vicenda su questa terra il termine "dilettante" sia diventato un insulto sinonimo di incapacità. A me è una parola che è sempre piaciuta molto. Condivide la radice di "delizia" e dovrebbe indicare chi prova piacee in una determinata attività, una qualsiasi attività. Dunque fare qualcosa che provoca piacere, gioia, delizia, appunto.
Ma perché un dilettante dovrebbe essere meno capace di un professionista?
Il piacere in quello che si fa non dovrebbe essere un'ottima spointa a cercare di migliorarsi in quell'attività che abbiamo scelto, o che forse ha scelto noi? Insomma, questo deliziarci dovrebbe essere la molla per praticare la nsotra attività d'elezione sempre meglio. Viceversa, al professionista non serve (spesso) arrivare al vertice delle sue capacità nell'ambito professionale. Il professionista deve essere adeguato, capace in misura pari alla necessità professionale. Il resto è un di più, e il di più, si sa, viene dal maligno.
Ecco, allora un dilettante teoricamente sarebbe spinto dalla propria passione a migliorarsi fino ad eccellere, mentre un professionista (sempre teoricamente) è spinto dalla necessità a migliorarsi fino a quanto ritenuto adeguato. Certo, ci sono quei rari fortunati casi di persone che si dilettano della propria professione, ma ammettiamo tranquillamente che si tratta di eccezioni.
Poi c'è il fatto che il dilettantismo, cioè il dilettarsi di un'attività quale che essa sia, è fonte intrinseca di piacere comunque. Cioè, quello che facciamo per dilettarci lo facciamo con gioia e per gioia. È un approccio ludico alla vita, il dilettantismo; magari pure applicato ad attività impegnative o financo un po' micragnose per i più (qualche giorno fa qualcuna mi diceva che la matematica la diverte fino alle risa).
Ecco, io voglio essere una dilettante. Se mai fossi costretta ad avere una lapide, se mai la legge mi constringesse a lasciare un simile ricordo di me, vorrei che dicesse semplicemente "Dilettante". Io mi diletto delle cose che faccio. E ne traggo grande piacere.


